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La casa editrice della rivista sino-americana "Mingjing", ha smentito di aver ricevuto un documento "segreto" dalla giornalista cinese Gao Yu, arrestata a Pechino e costretta a confessare la propria colpa davanti alle telecamere della televisione di Stato.

Un rappresentante della casa editrice ha affermato non solo di aver avuto il documento da un'altra fonte, ma che non si trattava di un documento segreto dato che era stato pubblicato da numerosi media cinesi tra cui il giornale ufficiale del Partito Comunista, il Quotidiano del Popolo.

Gli investigatori non hanno precisato quale sia il documento che la giornalista è accusata di aver diffuso illegalmente ma la tempistica suggerisce, secondo alcuni osservatori, che si tratta del "Documento n. 9" nel quale il Partito afferma che l'idea occidentale di democrazia e quella dell'esistenza di valori di base universali costituiscono delle "influenze negative" per il pubblico cinese.

Secondo fonti del dissenso l'arresto di Gao, che ha 70 anni, deve essere inserito nell'ondata repressiva scatenata in vista del 25/mo anniversario del massacro di piazza Tienanmen, che ha visto l'uccisione o l'arresto di centinaia di dissidenti e attivisti pro-democrazia.

SDA-ATS