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La spesa militare della Cina crescerà tra il 7% e l'8% nel 2016, meno dunque che nel 2015 quando l'incremento era stato del 10,1%. Lo ha reso noto ieri l'Assemblea Nazionale del Popolo, alla vigilia dei lavori della sessione annuale del Parlamento cinese.

Il dato sulle previsioni di crescita del budget destinato alla Difesa è il più basso degli ultimi anni, e in sensibile diminuzione rispetto al 2015, in linea con la tendenza degli ultimi anni.

La portavoce del parlamento, Fu Ying, ha spiegato che la Cina stabilisce il suo bilancio militare in funzione delle necessità di difesa, di sviluppo economico e delle possibilità fiscali.

In questo modo la spesa per la difesa nel Paese più popoloso del mondo continuerà a crescere, ma in modo più moderato che negli esercizi precedenti.

Tuttavia, la pesa per la Difesa è aumentata negli ultimi anni a un ritmo superiore alla crescita economica del Paese, fino a collocarsi nel 2015 all'equivalente di circa 114 miliardi di dollari, superata solo dagli Stati Uniti.

La stima delle spese militari, più ampia della crescita del Pil attesa nel 2016 (è stata del 6,9% lo scorso anno), cade in una fase di ammodernamento delle forze armate cinesi oltre che di maggiori attriti con i Paesi vicini sui contenziosi territoriali nel mare Cinese meridionale e nel mar Cinese orientale.

La percentuale fornita da Fu, la più piccola degli ultimi 6 anni, si confronta con l'impetuosa doppia cifra che ha segnato gli ultimi 25 anni (ad eccezione del 2010) e recepisce sia la frenata dell'economia sia l'annunciata riduzione delle forze armate di 300'000 unità che, passando da 2,3 a 2 milioni, resteranno sempre le prime al mondo per dimensione.

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SDA-ATS