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Una parata della polizia militare si è svolta oggi a Lhasa, per celebrare il 50/mo anniversario della fondazione della Regione Autonoma del Tibet (Tar), che è strettamente controllata da Pechino.

Parlando ai piedi del Potala, il palazzo che è stato la sede dei Dalai Lama e che ora è un museo, il presidente dell'Assemblea Consultiva del Popolo Yu Zhensheng ha sottolineato l'importanza dell'unità del Tibet col resto della Cina e i buoni risultati registrati dall'economia della Tar.

Si tratta di affermazioni che vengono contestate dai gruppi di tibetani in esilio come Free Tibet, che ha sede a Londra, secondo il quale i tibetani subiscono "sistematiche restrizioni della loro libertà'". Dal 2008, quando circa 200 persone persero la vita in una rivolta anti-cinese che iniziò a Lhasa e si allargò poi ad altre zone della Cina a popolazione tibetana, la Tar è chiusa per giornalisti e diplomatici stranieri.

Le poche volte che sono state fatte eccezioni, le visite si sono svolte sotto uno stretto controllo dei funzionari cinesi. Dal 2009 oltre 140 tibetani si sono suicidati dandosi fuoco in una drammatica forma di protesta contro la Cina. Pechino accusa il Dalai Lama, il leader buddhista e premio Nobel per la pace che vive in esilio dal 1959, di fomentare le proteste anticinesi.

Il leader tibetano, che ha 80 anni, respinge le accuse e afferma di voler per il territorio quella che definisce una "vera autonomia" all'interno della Repubblica Popolare Cinese.

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SDA-ATS