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Cina: dissidente cieco Chen fugge da arresti domiciliari

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 aprile 2012 - 11:28
(Keystone-ATS)

Attivisti per i diritti umani hanno affermato oggi che l'avvocato cieco Chen Guangcheng è riuscito a fuggire dalla sua abitazione nella provincia dello Shandong, eludendo la sorveglianza di decine di poliziotti che da oltre un anno gli impedivano di uscire, tenendolo di fatto agli arresti dominciliari.

Poche ore dopo la fuga, Chen è comparso in un video diffuso su Internet da un sito web di esuli cinesi. Nel video chiede al governo cinese di "far rispettare le leggi". L' attivista, che come sempre indossa occhiali neri, si rivolge direttamente al premier Wen Jiabao, per chiedergli che "i criminali siano punti sulla base della legge", riferendosi probabilmente alle persone che lo hanno tenuto illegalmente rinchiuso per 18 mesi nella sua abitazione.

Rilasciato nel settembre del 2010 dopo aver scontato una condanna a oltre quattro anni di prigione, Chen non è infatti accusato di alcun reato. Il dissidente racconta le sofferenze alle quali sono stati sottoposti in questo periodo lui, sua madre e sua moglie, anche loro detenute con la forza. L' attivista afferma che lui stesso e altri membri della sua famiglia sono stati ripetutamente picchiati da queste persone, in tutto circa cento tra poliziotti, funzionari e persone in borghese che non hanno chiarito la loro identità.

Con un discorso di 15 minuti e con toni sempre pacati, il dissidente chiede che ai suoi familiari venga garantita la sicurezza e che le autorità combattano la corruzione, "basandosi sulle leggi esistenti". Chen conclude chiedendo a Wen Jiabao, ritenuto il capofila della corrente riformista del Partito, di indagare su questa circostanza e di spiegarla "con chiarezza" al pubblico.

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