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Ai Weiwei ha riavuto dalle autorità cinesi il passaporto ed è libero di tornare a viaggiare dopo lo stop forzato di quattro anni: lo ha annunciato direttamente l'artista, sempre critico verso le politiche di Pechino, postando il documento ricevuto su Instagram.

"Oggi, ho ottenuto il mio passaporto", ha scritto come breve e significativo messaggio a corredo, ricevendo in poche ore più di 6'000 "like" e 750 commenti favorevoli dai suoi sostenitori.

Il passaporto, confiscatogli nel 2011 a seguito dell'arresto con 81 giorni di prigione senza capi d'imputazione, gli darà la possibilità, "come prima cosa", di recarsi in Germania dove suo figlio di 6 anni vive da un anno e poi a Londra, in occasione della partecipazione a una mostra alla Royal Academy of Arts.

Prima della detenzione, Ai aveva dato ampia visibilità a vari scandali nazionali, come la morte di studenti in scuole fatte in modo precario e crollate durante un forte terremoto del 2008, attirandosi le ira delle autorità che hanno continuato a contestargli, a diverso titolo, accuse tra le più disparate come l'evasione fiscale da 2,4 milioni di dollari a carico del suo studio, la pornografia, il cambio di valuta estera e la bigamia.

Fino all'inserimento nella lista nera da ogni menzione nei media di Stato e al divieto di qualsiasi social network cinese.

Nel 2012 il divieto di viaggiare è stato revocato in parte con la concessione della possibilità di muoversi nel territorio nazionale. Stretta che comunque non gli ha impedito di esporre le sue opere all'estero, riscuotendo sempre maggiore attenzione alla causa dei diritti umani in Cina.

Contrariato dalla confisca del passaporto, Ai mise un mazzo di fiori freschi nel cestino della bici fuori dal suo studio di Pechino: postando la foto il 30 novembre 2013 su Twitter, disse che avrebbe ripetuto il gesto ogni giorno fino alla riconquista del suo pieno diritto di movimento, anche all'estero. Oggi, al 600/mo giorno di protesta, la restituzione del passaporto.

Alla Royal Academy of Arts è programmata una grande mostra sul suo lavoro, dal 19 settembre al 13 dicembre prossimi: "è una notizia meravigliosa per Ai Weiwei, la sua famiglia e per gli artisti di tutto il mondo", ha commentato entusiasta il direttore Tim Marlow, ansioso di riceverlo.

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SDA-ATS