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Greenpeace Asia, in un comunicato diffuso oggi, ha lanciato l'allarme sulla situazione dell'aria e dell'acqua a Tianjin, la metropoli cinese dove la notte scorsa una serie di esplosioni in un magazzino di materiale chimico ha provocato la morte di almeno 44 persone.

Secondo il governo locale le analisi eseguite nella tarda mattinata di oggi non hanno rilevato tracce di inquinamento causato dall'esplosione.

"I dati della stazione di monitoraggio di Tianjin-Tanggu (il quartiere dove si è verificato l' incidente) indicano che tra i materiali pericolosi immagazzinati dalla compagnia c'erano cianuro di sodio (NaCN), toluene discostano (TDI) e carburo di calcio (CaC2), tutti elementi che rappresentano una diretta minaccia per la salute in caso di contatto", sottolinea l' organizzazione ecologista.

"Questo - prosegue il comunicato - presenta una sfida per i vigili del fuoco e un grave rischio, dato che per domani è prevista pioggia". Il governo locale ha risposto indirettamente affermando di aver creato 34 stazioni di monitoraggio temporanee dell'aria e dell'acqua. Le analisi eseguite nella tarda mattinata di oggi, hanno sottolineato funzionari locali, non hanno rilevato tracce di inquinamento causato dall'esplosione.

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SDA-ATS