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Cina: giornalista condannato a 15 anni di carcere

Un giornalista cinese è stato condannato per aver "denigrato" il Partito comunista al potere. KEYSTONE/AP/MARK SCHIEFELBEIN sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 maggio 2020 - 07:16
(Keystone-ATS)

Un giornalista cinese che secondo la giustizia ha "denigrato" il Partito comunista al potere e il Governo è stato condannato a 15 anni di carcere.

Il blogger Chen Jieren, ex dipendente del quotidiano ufficiale People's Daily, è stato giudicato colpevole ieri dal tribunale del popolo della contea di Guiyang, nella provincia centrale dell'Hunan.

Il giornalista è stato condannato "per il crimine di provocazione, estorsione, commercio illegale e corruzione", secondo quanto riferisce la corte, che lo ha anche multato per 7 milioni di yuan (quasi 1 milione di euro).

Nelle sue motivazioni, il tribunale dichiara che dal 2015 il condannato ha diffuso sui social network "informazioni false" allo scopo di estorcere mediante ricatto soldi alle persone implicate nei suoi articoli. Ha anche "attaccato e denigrato il Partito e il Governo, la magistratura e il loro personale", afferma la corte.

In una dichiarazione, l'associazione Chinese Human Rights Defenders (Chrd) ha invitato Pechino a rilasciare immediatamente il giornalista.

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