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Cina: imprese delocalizzano in Africa per manodopera lowcost

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 maggio 2012 - 16:22
(Keystone-ATS)

La Cina delocalizza in Africa per approfittare della manodopera a basso costo per la propria industria. La prima fabbrica con capitali cinesi è di Huajian, uno dei più importanti produttori di scarpe che intende investire fino a due miliardi di dollari in Etiopia per produrre scarpe da esportare in Europa e Nord America.

La fabbrica di Huajian è stata costruita a Dukem, a 30 chilometri a sud di Addis Abeba, in una zona industriale in pieno sviluppo. Un centinaio di operai etiopi, sotto la supervisione di capisquadra cinesi, lavora il cuoio per realizzare scarpe destinate alla vendita in Europa e Stati Uniti, beneficiando sia del basso costo della manodopera indigena sia della materia prima, il cuoio.

Quindi, dopo essersi concentrata sulla costruzione di infrastrutture e la scoperta di materie prime, innanzitutto il petrolio, la Cina punta a trovare salari convenienti per la propria industria. Da parte sua, l'Etiopia guadagna una diversificazione di attività, che oggi è prevalentemente agricola. Avviata nel 2009 e una volta completata nel 2014, per un costo di 250 milioni di dollari, la zona industriale ospiterà 80 fabbriche offrendo 20mila posti di lavoro.

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