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Cina "indignata" per i giudizi di Pence su Hong Kong

Le parole del vicepresidente Mike Pence non sono andate giù alla Cina KEYSTONE/AP/JACQUELYN MARTIN sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 ottobre 2019 - 11:45
(Keystone-ATS)

Botta e risposta tra Cina e Stati Uniti per i commenti del vicepresidente Usa Mike Pence a sostegno dei manifestanti di Hong Kong.

Il vicepresidente statunitense ieri ha espresso solidarietà con i manifestanti di Hong Kong e ha criticato Nike e Nba, accusandola di essersi inchinata a Pechino negando "diritti e libertà" e per non aver difeso il general manager degli Houston Rockets Daryl Morey, che aveva espresso su Twitter il suo sostegno alla protesta.

La Cina ha criticato e respinto al mittente i giudizi di Pence, giudicandoli carichi "di arroganza e di ipocrisia". In conferenza stampa, la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha parlato di "forte indignazione", sostenendo che gli Usa dovrebbero "smettere di fare commenti irresponsabili" e "guardare di più ai loro problemi interni".

Pence ha attaccato anche la Nike per aver tolto la merce dei Rockets dai suoi negozi in Cina (dove è la squadra Nba più popolare) e la Nba per aver agito come "una sussidiaria interamente controllata dal regime autoritario".

"Noi siamo con voi, siamo ispirati da voi e vi invitiamo a rimanere sulla strada della protesta non violenta", ha detto il vicepresidente Usa.

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