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La presidente del Congresso Mondiale degli Uighuri, Rebiya Kadeer, ha espresso la propria preoccupazione per le conseguenze che potrebbero avere le accuse rivolte dalle autorità cinesi alla minoranza etnica musulmana originaria del Xinjiang, nel nordovest della Cina. "Il governo cinese - sostiene Kadeer in una dichiarazione diffusa negli Usa, dove vive in esilio - non esiterà a diffondere una versione falsa dell'incidente di Pechino per imporre nuove misure repressive agli uighuri".

La polizia cinese sta dando la caccia a otto esponenti della minoranza etnica, ritenuti i probabili responsabili dell'attentato di lunedì scorso a piazza Tiananmen, nel quale cinque persone sono morte e 38 sono rimaste ferite.

Il Xinjiang è ricco di materie prime e si trova in una posizione strategica, ai confini con India, Cina e Asia centrale. Gli uighuri lamentano di essere stati ridotti in minoranza sul loro territorio dalla massiccia immigrazione cinese degli ultimi decenni e di essere stati lasciati ai margini dello sviluppo economico.

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SDA-ATS