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L'attacco avvenuto lunedì nella regione cinese del Xinjiang ha provocato "un centinaio" tra morti e feriti secondo un gruppo di esuli uighuri. "Chiediamo a Pechino di smettere di distorcere la verità…, la Cina non può eludere la propria responsabilità", ha dichiarato Dilxat Raxit, portavoce del Congresso mondiale degli uighuri, che ha sede in Germania. In precedenza un altro gruppo di esuli, l' Associazione degli uighuri in America, aveva parlato di "oltre venti morti" e una settantina di arresti

L' agenzia Nuova Cina ha affermato che a dare il via alle violenze sono stati "terroristi uighuri", che hanno attaccato a colpi di coltello dei civili cinesi. La polizia è poi intervenuta uccidendo "dozzine" di terroristi.

Le violenze si sono verificate nella prefettura di Kashgar, considerata il centro della cultura uighura. Il Xinjiang, una regione desertica ricca di materie prime, è teatro da cinque anni di ripetute violenze tra gli uighuri, una popolazione musulmana e turcofona orginaria della zona e gli immigrati cinesi di etnia "han". Centinaia di persone sono morte, migliaia sono state messe in prigione e sono state comminate decine di condanne a morte.

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SDA-ATS