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Cina: Xinjiang, 20 uiguri uccisi in scontri con polizia

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 luglio 2011 - 08:13
(Keystone-ATS)

Venti persone appartenenti alla minoranza etnica degli uiguri sono rimaste uccise in scontri con la polizia a Hotan, nella regione dello Xinjiang (nord-ovest). Lo ha riferito oggi un'organizzazione di esuli uiguri.

Secondo un comunicato diffuso dal Congresso mondiale degli uiguri - un gruppo di esuli basato in Germania -, 14 persone che manifestavano pacificamente sono state "picchiate a morte", mentre altre sei sarebbero state uccise a colpi di arma da fuoco.

Un portavoce del governo regionale, citato dal quotidiano "Global Times", sostiene invece che si è trattato di un "attacco terroristico coordinato" contro un commissariato di polizia e gli agenti sono stati costretti a reagire con la forza. Le autorità cinesi non hanno fornito una cifra delle vittime della sparatoria, e si sono limitate ad affermare che "numerosi facinorosi" sono stati "abbattuti".

Lo Xinjiang, una regione ricca di risorse naturali che confina con Pakistan, India, Afghanistan e Asia centrale, è stato teatro nel 2009 di violenti scontri tra uiguri, la popolazione di religione musulmana e di lingua turcofona originaria della zona, e immigrati cinesi. Nella capitale, Urumqi, circa 200 persone persero la vita nelle violenze. Da allora lo Xinjiang è di fatto isolato dal resto della Cina ed è impossibile verificare autonomamente le contraddittorie dichiarazione delle due parti.

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