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NEW YORK - Con il razzismo non si scherza ad Hollywood e Mel Gibson, perdonato una prima volta nel 2006 dopo essersi scusato per una frase antisemita, questa volta potrebbe aver chiuso davvero con il cinema americano.
Gibson, sotto inchiesta per insulti razzisti e violenze domestiche, è stato infatti abbandonato dai suoi produttori e rischia quindi di non lavorare mai più per il cinema a stelle e strisce, che sembra avere deciso di boicottarlo una volta per tutte.
È stata la pubblicazione dell'audio di un primo stralcio della registrazione della sua conversazione con l'ex compagna Oksana Grigorieva a riaccendere il fuoco alla polveri.
Nella registrazione, oltre all'ormai tristemente famosa frase sui "negri" che potrebbero violentarla perché la donna si veste in maniera troppo provocante, Gibson la tratta da "mignotta di Las Vegas" e la insulta ripetutamente sostenendo tra l'altro di avergli mentito sulle sue "tette rifatte".
Dopo la pubblicazione della registrazione da parte del sito di gossip RadarOnline Gibson è stato abbandonato dal suo agente di sempre, Williams Morris Endeavor.
Il direttore dell'agenzia Ari Emanuel ha detto che "non possiamo rappresentare qualcuno che usa la parola nigger". Negli Stati Uniti è uno degli insulti più razzisti.

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SDA-ATS