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Cioccolato Pasqua, virus fa male più ad imprese piccole che grandi

Sapessero cosa sta succedendo... KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 aprile 2020 - 14:52
(Keystone-ATS)

Che impatto sta avendo il coronavirus sulla fabbricazione e il consumo della tradizionale cioccolata di Pasqua, a cominciare dal classico coniglio? Sul fronte della produzione ci stanno rimettendo i piccoli produttori.

Mentre per i consumi è presto per valutare la situazione.

Un'inchiesta realizzata dall'agenzia finanziaria Awp mette in luce come le pasticcerie tradizionali si trovino in difficoltà. La produzione viene avviata più tardi che presso i grandi gruppi e ha quindi risentito delle misure di igiene e di distanziamento fra i lavoratori imposte dal Covid-19. "Quest'anno abbiamo potuto fornire solo circa un terzo della normale quantità", afferma Matthias Bachmann, direttore di una pasticceria a Lucerna. A causa delle restrizione l'azienda si è vista costretta a interrompere la produzione e lo stesso hanno fatto anche altri operatori del ramo.

Sul lato della domanda dei consumatori nessuno si sbilancia troppo in previsioni. Coop non ravvisa al momento alcuna diminuzione, mentre Migros fa sapere che è ancora troppo presto per esprimersi, perché la gran parte degli articoli viene smerciata immediatamente prima delle festività.

I grandi produttori avevano già terminato la produzione prima che scoppiasse la crisi, ma anche loro si aspettano difficoltà. A causa della chiusura dei negozi propri, dell'assenza di turisti e della parziale chiusura dei punti vendita del commercio al dettaglio Lindt & Sprüngli si attende un indebolimento delle attività pasquali, che rappresentano peraltro un momento importante per l'intero settore.

Secondo Urs Furrer, dell'associazione di categoria Chocosuisse, l'industria del ramo sta riconoscendo l'importanza del commercio online. "Ho l'impressione che, a causa della crisi, le aziende stiano prendendo la digitalizzazione ancora più seriamente". Attualmente però il problema numero uno del settore è un altro: "la difficoltà è rappresentata dai servizi di consegna: con l'enorme flusso di pacchi a volte non è più garantito che il coniglietto di Pasqua o l'uovo di cioccolato arrivino al posto giusto al momento giusto", osserva Furrer.

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