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Il 2015 è stato un anno in chiaroscuro per l'industria svizzera del cioccolato. Il calo delle vendite registrato entro i confini nazionali e nei tradizionali mercati di esportazione ha potuto essere controbilanciato dalla crescita di alcune nuove destinazioni.

A pesare sui consumi a livello nazionale è stata l'estate particolarmente calda, la diminuzione dei turisti stranieri e il contemporaneo aumento del turismo degli acquisti oltre frontiera, indica Chocosuisse in una nota odierna.

Il consumo di cioccolato pro capite è calato in Svizzera di 0,6 chilogrammi, a 11,1. Il rafforzamento del franco ha fatto scendere i prezzi all'importazione e ha spinto verso l'alto la quota di consumo in Svizzera di cioccolato estero (da 37,2% a 38,7%).

Malgrado questi risultati negativi, nell'anno in rassegna i 18 fabbricanti svizzeri del settore hanno realizzato un fatturato complessivo in crescita dello 0,7% a 1,47 miliardi di franchi. Al forte calo delle vendite registrati in paesi come l'Italia e l'Austria ha infatti fatto da contraltare l'incremento registrato in destinazioni come il Belgio e i Paesi Bassi.

Negli altri continenti, a trainare il mercato del cioccolato svizzero sono l'Australia, Singapore, gli Emirati Arabi Uniti e il Giappone. Le esportazioni verso la Cina sono invece crollate del 30%.

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SDA-ATS