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Cisgiordania: raid contro una moschea, coloni sospettati

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 gennaio 2012 - 09:35
(Keystone-ATS)

Una moschea è stata profanata oggi in Cisgiordania con scritte anti-arabe nel corso di una nuova spedizione punitiva attribuita a coloni ebrei dell'ultradestra nazionalista, in cui sono state inoltre attaccate e bruciate almeno tre autovetture palestinesi. Lo riferiscono fonti della polizia israeliana.

L'incursione - concepita secondo il tipico modus operandi del cosiddetto 'prezzo da pagarè, una strategia di vendette trasversali e intimidazioni praticata con crescente aggressività negli ultimi mesi da gruppi di coloni estremisti - è stata perpetrata nella notte nel villaggio palestinese di Dir Istiya, non lontano da un insediamento. La polizia non ha ancora proceduto a fermi, ma un portavoce ha detto di ritenere pressochè certo il "movente ideologico" dell'azione.

Diverse moschee sono state bruciate o violate negli ultimi mesi in Cisgiordania o anche a Gerusalemme in raid dello stesso tenore, per i quali sono stati poi fermati alcuni coloni. L'escalation - che ha coinvolto anche militari israeliani, aggrediti di recente in più di un caso da bande di giovani dell'ultradestra durante operazioni di smantellamento da parte dell'esercito di avamposti selvaggi creati dai settler nei Territori - sta suscitando sdegno fra i palestinesi e nella comunità internazionale, ma allarme pure in Israele.

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