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Clausola di salvaguardia: un gesto simbolico, secondo stampa svizzero tedesca e romanda

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 aprile 2012 - 11:24
(Keystone-ATS)

Un gesto simbolico, di grande significato psicologico, destinato a rassicurare la popolazione: questi i commenti della stampa svizzera tedesca e romanda dopo la decisione del Consiglio federale di attivare la cosiddetta clausola di salvaguardia verso i paesi dell'est europeo. I commentatori si interrogano anche sulle conseguenze che la limitazione della libera circolazione delle persone potrebbe avere sulle relazioni con l'UE.

"Tages-Anzeiger" e "Bund" avvertono: "la benevolenza verso la Svizzera, che gli europei avvertono sempre più come un paese recalcitrante", continuerà in ogni caso a calare. "St. Galler Tagblatt" e "Neue Luzerner Zeitung" giudicano che per il Consiglio federale questo "segnale al popolo" era importante al punto tale da accettare "il rischio di irritare l'UE". Bisogna chiedersi, afferma la "Südostschweiz", se "alla fine i conti torneranno". È infatti possibile che Bruxelles "accresca le pressioni" nell'intento di "mettere il morso al suo piccolo vicino, privandolo della sua posizione speciale".

Il governo ha comunque preso la "giusta decisione", di "grande importanza psicologica", e ha dimostrato "capacità di resistenza". Se avesse rinunciato a pigiare sul freno, scrive il "Tages-Anzeiger", il governo sarebbe venuto meno alla parola data, con conseguente perdita di fiducia da parte della popolazione. Secondo la "Berner Zeitung" la decisione è stata presa con scarso entusiasmo e costituisce un "tentativo, peraltro inadatto, di placare i cittadini, senza indispettire troppo l'UE".

Per "24 Heures" e "Tribune de Genève" è evidente che "qualcosa andava fatto, per una questione di credibilità". La misura annunciata dal governo è però una "gesticolazione", che non consentirà di raggiungere l'obiettivo voluto. Per rimanere accettabile, la libera circolazione necessitava un miglior controllo già nel passato e oggi "salta agli occhi l'inattività del Consiglio federale".

"Le Temps" considera che l'attivazione della clausola di salvaguardia sia un provvedimento "puramente cosmetico". Stando al quotidiano romando "il Consiglio federale non ha altra scelta, se non quella di mostrare alla popolazione che prende sul serio i suoi timori e la sua esasperazione". Il cattivo umore latente "minaccia infatti di trasformare in un disastro i prossimi appuntamenti del governo con il popolo" relativi alla politica di apertura.

Il "Quotidien Jurassien" afferma che la decisione governativa non avrà effetti concreti e molti commentatori sottolineano il carattere puramente simbolico della clausola. Sull'immigrazione le conseguenze saranno minime, scrive l'"Aargauer Zeitung". La mano d'opera a buon mercato potrà essere reclutata, non più in Polonia o Repubblica ceca, ma in Portogallo, Spagna o Grecia. "Niente di più facile, vista la crisi nel Sud Europa. La clausola di salvaguardia non serve quindi a nulla."

I treni non saranno meno affollati e gli affitti di certo non caleranno, puntualizza dal canto suo la "Basler Zeitung". Per la "Neue Zürcher Zeitung", invece, bisogna prendere in considerazione seriamente tutti gli strumenti di controllo a disposizione. "Alcune migliaia di immigrati, e rispettive famiglie, in più o in meno significano ad esempio alcune migliaia di appartamenti supplementari in più o in meno", scrive il foglio zurighese, che in futuro auspica "uno sguardo onesto sui complessi rapporti tra migrazione, benessere, ambiente, diversità culturale e integrazione".

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