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Da qualche anno gli attacchi di phishing - tramite i quali i truffatori cercano di accedere a password, dati di carte di credito ecc. - prendono di mira non solo le grandi aziende, ma anche le piccole e medie imprese (PMI).

Lo rende noto la centrale di controllo MELANI, operativa da un decennio.

Nella maggior parte dei casi - avverte le centrale voluta dal Consiglio federale - vengono creati siti web che imitano quelli di imprese conosciute (ad es. banche o emittenti di carte di credito). MELANI interviene ogni giorno per eliminare questi contenuti fraudolenti dal web e proteggere gli utenti.

Sembra che questa tendenza si stia estendendo e diversi casi portati recentemente all'attenzione di MELANI provano persino una maggior sofisticazione degli attacchi. Essi concernono diversi tipi di PMI con siti web che registrano gli indirizzi e-mail di clienti, ad esempio per l'invio di newsletter.

Al primo stadio dell'attacco i criminali informatici infettano il sito web di una determinata impresa e ciò permette loro di accedere a una banca dati contenente gli indirizzi e-mail dei clienti. In seguito, i truffatori inviano delle e-mail ai clienti utilizzando un indirizzo simile a quello della società presa di mira. Nei casi più recenti i messaggi parlano di un rimborso esigibile e contengono un link, dietro il quale si nasconde un sito web identico a quello della società, con un nome di dominio molto simile. Il cliente è invitato a fornire i dettagli della sua carta di credito (numero, validità, crittogramma).

MELANI sul suo sito ricorda, tra i tanti consigli che offre, che nessuna impresa seria chiede tramite e-mail di fornire i dati delle carte di credito.

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SDA-ATS