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Nel 2014 le emissioni mondiali generate dall'uso di combustibili fossili e dalle attività industriali si sono attestate a circa 36 miliardi di tonnellate di CO2, in crescita dello 0,6% sul 2013.

La Cina resta il primo inquinatore mondiale ed è responsabile di 9,7 miliardi di tonnellate, pari a oltre un quarto (27%) delle emissioni complessive. I dati emergono dall'ultimo report del Global carbon project secondo cui al secondo posto ci sono gli Usa con 5,6 miliardi di tonnellate di CO2 (15% del totale). Negli ultimi 10 anni, le emissioni statunitensi sono diminuite in media dell'1,4% ogni anno.

Ancora meglio ha fatto l'Unione europea, che nell'ultimo decennio ha ridotto le emissioni del 2,4% ogni anno. L'Ue ha generato 3,4 miliardi di tonnellate di CO2, il 10% del totale. L'anno scorso ha tagliato le emissioni di 210 milioni di tonnellate: uno sforzo annullato dall'India, che ha emesso 205 milioni di tonnellate in più. La CO2 indiana è ammontata a 2,6 miliardi di tonnellate (7,2% del totale), tante quante ne aveva registrate la Cina nel 1990.

In termini di emissioni pro capite, la maglia nera va agli Usa con 17,4 tonnellate di CO2 per abitante. In Cina sono 7,1 tonnellate, in Europa 6,8 e in India appena due tonnellate.

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SDA-ATS