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Dopo una notte di negoziati è stata messa a punto una bozza finale per un accordo globale per la lotta contro i cambiamenti climatici.

Sarà presentata dal ministro degli esteri francese Laurent Fabius alle 11.30 alle 195 delegazioni che partecipano alla conferenza di Parigi.

Il lavoro è intenso e prolungato, tra consultazioni interne, bilaterali e riunioni per provare a fare il punto. Per alcuni, spiegano dalla delegazione italiana, fare le ore piccole è una strategia specifica, che gioca sulla speranza di cogliere l'altro "un po' meno sulla difensiva" per stanchezza e voglia di concludere.I Paesi additati come 'ostacoli' restano Cina, India, Arabia Saudita. Ma anche ai Paesi avanzati dell'Ue e del 'gruppo-ombrello' (che include tra gli altri Usa, Canada, Giappone e Australia) alcuni osservatori delle Ong imputano un atteggiamento troppo rigido, e un "gioco pesante" sul fronte dei finanziamenti. Mentre sulla scena emergono una serie di attori inediti e determinati - come Nigeria, Grenada o l'arcipelago polinesiano di Palau - scesi in campo per difendere "passaggi chiave" dell'accordo sulla tutela delle aree vulnerabili.

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SDA-ATS