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BERNA - Senza sorprese, il Consiglio nazionale ha deciso stamani, con 103 voti contro 66, di raccomandare al popolo di respingere l'iniziativa popolare "per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi". Il testo, lanciato dalla sinistra in seguito a numerosi drammi, è stato attaccato dalle formazioni borghesi nel corso di un dibattito protrattosi per oltre quattro ore. Per loro il progetto è ingannevole.
L'iniziativa sfrutta le emozioni per attaccare l'esercito di milizia e il tiro sportivo, hanno sostenuto numerosi oratori dei partiti di centro-destra. Rendendo obbligatorio il deposito delle armi militari negli arsenali, il progetto non soltanto rende difficile lo svolgimento dei tiri obbligatori - hanno sostenuto - ma rimette in causa il principio stesso del soldato di milizia e non impedirà l'uso illegale di armi.
La sinistra ha invece ribadito che disporre facilmente di un'arma rafforza il rischio di suicidio o di crimine. Socialisti e Verdi, all'origine dell'iniziativa assieme alle organizzazioni femminili e quelle di prevenzione del suicidio, hanno respinto il rimprovero di far leva sulle emozioni. Ridurre il numero delle armi da fuoco permette anche di diminuire la violenza, in particolare i suicidi.
Senza tener conto dei cacciatori e degli sportivi che detengono 580'000 armi e che non sono interessati dall'iniziativa, nelle mani dei privati ci sono in Svizzera circa 1,7 milioni di armi d'ordinanza, moderne o vetuste.
Prima che l'iniziativa sia sottoposta a popolo e cantoni dovrà ancora essere esaminata dal Consiglio degli Stati.

SDA-ATS