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L'agricoltura e la previdenza sociale vanno risparmiate dai tagli decisi nell'ambito degli sforzi di risanamento dei conti pubblici. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale, opponendosi così a quanto chiesto dagli Stati.

La Camera dei cantoni riteneva che anche il settore primario debba fare la sua parte: i "senatori" avevano chiesto un taglio di 30 milioni di franchi per il 2016. Il governo proponeva di risparmiare 56,7 milioni. Per la maggioranza del Nazionale, il taglio colpisce soprattutto i pagamenti diretti attaccando direttamente il reddito dei contadini e pertanto va respinto.

Gli Stati volevano anche risparmiare 132,5 milioni nella previdenza sociale. Tale misura verrebbe realizzata mediante una diminuzione - dall'attuale 2% all'1% - del tasso di interesse sul debito dell'AI nei confronti dell'AVS. Per la maggioranza questi tagli corrispondono unicamente a un travaso contabile ai danni dell'AVS.

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SDA-ATS