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Sgravi fiscali per agrocarburanti saranno concessi solamente se la produzione delle materie prime non rimpiazza la coltivazione di prodotti destinati all'alimentazione. È quanto deciso oggi dal Consiglio nazionale, che ha approvato un'iniziativa parlamentare sul tema con 111 voti contro 71 e 6 astenuti. Respinta invece - con 95 voti contro 89 e 2 astenuti - un'iniziativa simile presentata dal canton Lucerna.

Il testo approvato dalla Camera del popolo prevede inoltre che i vantaggi fiscali siano assegnati solamente se, dalla produzione fino all'utilizzazione, questo tipo di combustibile produca sensibilmente meno gas a effetto serra e minore impatto ambientale rispetto ai carburanti fossili.

Non sono state nemmeno ignorante le conseguenze per i lavoratori. Gli sgravi saranno in effetti concessi solamente se la produzione dei biocarburanti viene effettuata in condizioni "socialmente accettabili".

Nel corso del dibattito Laurent Favre (PLR/NE), a nome della commissione, ha evidenziato come, dopo l'entusiasmo iniziale, siano emerse le conseguenze negative dei biocarburanti, come le elevate emissioni di CO2 e le gravi conseguenze sociali ed economiche. Si tratta di una fonte potenzialmente molto positiva, ma "togliere cibo alle persone per produrre carburante non è una idea valida", ha dichiarato.

Gli ha fatto eco Roger Nordmann (PS/VD). Non solo gli agrocarbutanti possono essere più inquinanti dei carburanti fossili, ma la loro produzione toglie coltivazioni previste per il cibo, il tutto a condizioni di lavoro pessime. "Nessuno al mondo deve soffrire la fame per la produzione di combustibile utilizzato in Svizzera", ha concluso.

In particolare l'UDC si è dichiarata invece contraria all'entrata in materia. Secondo il partito di destra, per cui ha parlato fra gli altri Albert Rösti (BE), l'attuale normativa è più che sufficiente. Oltretutto, la presenza di agrocarburanti in Svizzera è estremamente ridotta, e non giustifica un'importante modifica di legge. Il problema, a detta dei democentristi, è mondiale, e non è con le proposte odierne che si può contrastare.

La consigliera federale Doris Leuthard ha sostenuto che le leggi esistenti sono al momento sufficienti, ma comprende l'iniziativa soprattutto in visione di una crescita dei problemi in futuro. Per questo motivo, a scopo quasi preventivo, ha sostenuto il teso.

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SDA-ATS