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Ogni paziente dovrebbe avere presto una cartella elettronica, che servirà a migliorare la qualità dei trattamenti, incrementare la sicurezza e ottimizzare l'efficienza del sistema sanitario. La nuova tessera informatizzata dovrà essere accettata non solo dagli ospedali, ma anche dai medici. È quanto prevede la nuova Legge federale sulla cartella informatizzata del paziente approvata oggi dal Consiglio nazionale con 171 voti contro 4 e 11 astenuti.

Il Consiglio degli Stati e il governo non volevano costringere i medici ad accettare la cartella elettronica. Proponevano infatti di limitare l'obbligo agli ospedali e alle case di cura. Bisogna concentrarsi sulla medicina ambulatoriale, perché è lì che la sua introduzione porta i maggiori vantaggi, ha sostenuto, invano, il ministro della sanità Alain Berset.

Alcuni parlamentari hanno poi ricordato l'opposizione all'obbligo da parte della FMH, la Federazione dei medici svizzeri, che potrebbe anche lanciare un referendum. Per la maggioranza, tuttavia, è importante che anche i medici partecipino al progetto per garantirne il successo.

Al voto, l'obbligo imposto a medici, farmacisti, laboratori, case per anziani medicalizzate e case per partorienti è stato approvato con 114 voti contro 62 e 3 astenuti. Avranno dieci anni di tempo per prepararsi ad accettare la cartella elettronica, ad eccezione degli ospedali, che disporranno di tre anni.

La creazione della cartella del paziente informatizzata rientra negli obiettivi della "Strategia nazionale eHealth", per la cui attuazione è indispensabile una base legale. La nuova legge istituisce un quadro generale di riferimento.

Si tratta di impedire la creazione di 26 regimi non coordinati, ossia tanti quanti sono i cantoni. Il progetto apre dunque le porte a una soluzione nazionale, attesa da tempo, tanto che certi cantoni hanno già introdotto un sistema proprio.

Con il nuovo modello la qualità delle cure migliorerà. La cartella informatizzata del paziente riduce infatti il rischio di errore medico, semplificando l'accesso a informazioni oggi sparpagliate. Evita anche la ripetizione di documenti, come le analisi o le radiografie.

Nella nuova cartella elettronica si potranno anche inserire informazioni circa la donazione di organi o le direttive mediche anticipate, ha ricordato il relatore della commissione Ignazio Cassis (PLR/TI).

Per accelerare l'introduzione e la diffusione della cartella informatizzata del paziente, la Confederazione finanzia l'istituzione e la certificazione delle comunità su un periodo di tre anni e per un importo complessivo di 30 milioni di franchi. Per comunità s'intendono raggruppamenti di studi medici, farmacie, ospedali e organizzazioni Spitex. Berna stanzierà questi sussidi a condizione che i Cantoni o terzi partecipino al finanziamento in egual misura. La sinistra avrebbe voluto portare a 60 milioni l'ammontare degli aiuti, ma tale proposta è stata respinta con 116 voti contro 53.

Il dossier va al Consiglio degli Stati per l'esame delle divergenze.

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SDA-ATS