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La sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni va adeguata alle tecnologie moderne, specie internet, per rimanere al passo con criminali sempre più agguerriti. È quanto ritiene il Consiglio nazionale.

La Camera ha approvato oggi con 110 voti contro 65 e 9 astenuti la nuova legge ad hoc. Il dossier torna agli Stati per l'esame delle divergenze.

Il Nazionale ha in particolare deciso di prolungare il periodo di conservazione dei dati marginali (mittente, destinatario, momento, punto di partenza, ma non il contenuto della conversazione) della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni.

Per la maggioranza (104 a 80) limitare questo periodo a sei mesi come propongono gli Stati - durata prevista dalla legge attualmente in vigore, ndr - non è sufficiente. Capita infatti che le autorità di perseguimento penale non riescano ad ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, specie se devono chiedere assistenza amministrativa all'estero, ha spiegato la ministra di giustizia Simonetta Sommaruga.

Con 102 voti contro 83, il Nazionale ha anche deciso che tali dati vanno conservati in Svizzera. Il Nazionale ha poi approvato, con 115 voti contro 31 e 35 astenuti, l'uso di programmi informatici "spia" da parte delle autorità giudiziarie. "Queste devono avere gli stessi mezzi che dispongono i criminali", ha sostenuto Bernhard Guhl (PBD/AG).

La legge si applicherà inoltre soltanto alla sorveglianza di presunti autori di reati penali gravi, per i quali sarebbe ammissibile anche un'indagine sotto copertura: assassini, crimini mafiosi, finanziari o a carattere pedofilo. Non sarà possibile la sorveglianza a titolo preventivo, pratica regolata dalla legge sui servizi di informazione ancora all'esame del parlamento.

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SDA-ATS