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BERNA - L'iniziativa popolare "contro le retribuzioni abusive" potrebbe alla fine essere contrastata da una revisione legislativa. La commissione degli affari giuridici del Nazionale si è infatti schierata con l'idea degli Stati, ciò che riduce le possibilità di opporre un controprogetto diretto (a livello costituzionale).
La decisione è stata presa stamani con 15 voti contro 11. Il Consiglio nazionale si pronuncerà in merito nel pomeriggio. Formalmente potrà esprimersi soltanto sulla proroga di un anno dell'esame parlamentare dell'iniziativa popolare dell'imprenditore sciaffusano Thomas Minder.
Una forte minoranza si oppone a quella che ha definito una "manovra dilatoria". Essa cercherà di mantenere la rotta inizialmente scelta dal Nazionale, ossia di iscrivere nella Costituzione federale (controprogetto diretto) una regolamentazione contro i salari abusivi. Il popolo avrebbe così l'ultima parola.
Unico mezzo per giungere a questo obiettivo è quello di impedire la proroga del termine d'esame dell'iniziativa fino al 26 agosto 2011. La legge prevede infatti che i lavori sull'iniziativa devono concludersi entro l'agosto prossimo, se non è previsto alcun controprogetto indiretto.
Se la maggioranza accetta la proroga, i dibattiti relativi al testo "contro le retribuzioni abusive" saranno interrotti e rinviati a una prossima sessione. In tal caso, una delle commissioni delle due Camere sarà abilitata a presentare un nuovo controprogetto indiretto (a livello legislativo), attraverso una revisione del diritto della società anonima, che si concentrerebbe sui nove punti che rispondono alle esigenze dell'iniziativa Minder. Scopo dichiarato: convincere quest'ultimo a ritirarla.

SDA-ATS