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Il consigliere nazionale Bruno Zuppiger (UDC/ZH) lascia il parlamento con effetto immediato. Lo ha indicato oggi lo stesso politico zurighese in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Nazionale Hansjörg Walter, motivando la decisione con la pressione cui è soggetta la sua famiglia da quando nei suoi confronti è stato aperto un procedimento penale.

Da inizio gennaio è in corso contro Zuppiger un procedimento avviato dal Ministero pubblico zurighese. All'ex candidato al Consiglio federale la procura rimprovera irregolarità legate alla gestione di un'eredità. Dopo la sessione invernale 2011 delle Camere federali, il Ministero pubblico aveva esaminato le accuse, decidendo di aprire un fascicolo contro il politico per appropriazione indebita e amministrazione infedele.

Da allora, spiega Zuppiger nella lettera, sia lui che la sua famiglia sono sottoposti a una forte pressione. In queste condizioni non gli è più possibile svolgere il mandato col necessario impegno e qualità, sottolinea Zuppiger.

Zuppiger ammette di aver commesso errori nella gestione dell'eredità, ma che nessuno ha subito danni da questa vicenda, conclusasi con un accordo extragiudiziale. Lo zurighese afferma anche di aver informato della vicenda i vertici del partito prima di venire proposto nel dicembre scorso quale candidato al Consiglio federale. Zuppiger non sa spiegarsi come sia stato possibile che informazioni su questa vicenda siano filtrate nei media.

Zuppiger era stato costretto a ritirare la sua candidatura per l'elezione in Consiglio federale in seguito alle rivelazioni fatte l'8 dicembre dalla "Weltwoche". Secondo il settimanale, lo zurighese avrebbe utilizzato a fini personali parte di un'eredità di cui era esecutore. Prima di morire, una sua dipendente lo aveva incaricato di versare 265'000 franchi a due associazioni di pubblico interesse. Zuppiger aveva però ritardato l'operazione, si sarebbe stornato onorari eccessivi e avrebbe trasferito su un conto personale parte dell'eredità, circa 100'000 franchi.

Alla luce delle rivelazioni, il deputato UDC aveva riconosciuto di aver commesso un errore, assicurando tuttavia di non aver mai voluto arricchirsi. Scoppiato il "bubbone", l'UDC zurighese aveva chiesto a Zuppiger di fare un passo indietro, dimettendosi da deputato. Zuppiger aveva però tenuto duro, lasciando tuttavia la carica di presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri.

Dallo scritto di Zuppiger trapela un certo astio nei confronti del suo partito. L'assenza di chiarezza e di sostegno da parte di esponenti del partito e della sua sezione hanno senz'altro contribuito a spingerlo verso le dimissioni dopo 35 anni di politica attiva, scrive Zuppiger.

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SDA-ATS