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CN: consumatori vanno protetti da acquisti per telefono o internet

I consumatori svizzeri devono godere di una migliore protezione nell'ambito della vendita per telefono e del commercio online. Ne è convinto il Consiglio nazionale che ha bocciato (106-70 e 8 astenuti) una proposta di non entrata nel merito della destra (PLR/UDC) che non ne voleva sapere di modificare il Codice delle obbligazioni in questo senso sulla base di un'iniziativa parlamentare dell'ex "senatore" Pierre Bonhôte (PS/NE).

Il progetto prevede l'introduzione di un diritto generale di revoca per tutti i contratti a distanza volto a proteggere meglio i consumatori dal rischio di decisioni affrettate.

Quanto ai termini di revoca, la commissione propone 14 giorni dalla conclusione di un contratto e un limite assoluto all'esercizio del diritto di revoca di 3 mesi e 14 giorni.

A nome del gruppo PLR, Giovanni Merlini ha tacciato la modifica del CO una "messa sotto tutela illiberale del consumatore". A parere del consigliere nazionale ticinese, un termine di 14 giorni per la revoca di un acquisto effettuato su Internet è irrealistico e genera insicurezza nei venditori. Per Merlini i consumatori sono persone responsabili che possono scegliere tra un acquisto online oppure recandosi direttamente in un negozio.

Per Jean-François Schwaab (PS/VD), invece, anche i consumatori svizzeri devono godere della stessa protezione dalle vendite aggressive per telefono accordata ai cittadini europei. I favorevoli al progetto hanno giustificato la possibilità di revocare un acquisto per telefono con l'effetto sorpresa cui sono sottoposti sovente gli acquirenti di fronte alle pressioni dei venditori, pressione che li spinge a firmare contratti senza la necessaria ponderatezza.

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