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CN: contributi coesione, uno stop ci danneggerebbe

Secondo il Consiglio Nazionale nno stop ai contributi di coesione per i Paesi dell'Est sarebbe per la Svizzera un autogol che porterebbe un duro colpo alla sua credibilità.

Facendo proprie queste riflessioni del consigliere federale Didier Burkhalter, la Camera del popolo ha respinto per 135 voti a 54 una mozione di Lorenzo Quadri (Lega/TI) con cui si chiedeva maggiore fermezza nei confronti dell'Ue, a suo dire poco rispettosa della volontà popolare di porre un argine all'immigrazione.

Per il consigliere nazionale ticinese, le intimidazioni e le ritorsioni (programma Erasmus e settore energetico) di Bruxelles dopo il sì all'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa del 9 di febbraio 2014 sono inaccettabili e richiedono una risposta ferma da parte elvetica, magari bloccando i contributi all'allargamento.

Per il ministro degli esteri, la fermezza fine a sé stessa non è un'opzione. Burkhalter ha ricordato che il contributo elvetico all'allargamento poggia su accordi bilaterali: la Svizzera decide assieme a questi Paesi, quindi indipendentemente dall'Ue, quali progetti e ambiti sostenere. Si tratta anche di un contributo utile per le nostre imprese che intendono operare in questi mercati.

Questi Stati fanno affidamento su di noi: un blocco dei contributi sarebbe un autogol poiché danneggerebbe la nostra credibilità, ha detto Burkhalter. Non bisogna dimenticare, ha sottolineato il ministro PLR, che questi Paesi sono anche membri dell'Ue e non è il caso di inimicarseli.

Rispondendo a un quesito di Pierre Rusconi (UDC/TI), il consigliere federale neocastellano ha rammentato anche la situazione tutt'ora instabile di questa regione, come dimostra il caso Ucraino. La nostra presenza nei paesi dell'Est è nel nostro interesse: sicurezza e stabilità sono alla base della prosperità di questi Paesi che si riflette anche su di noi.

Svizzera-Ue, contatti proseguono

Rivolgendosi al consigliere nazionale Ignazio Cassis (PLR/TI), che ha chiesto lumi sullo stato dei negoziati con Bruxelles, Burkhalter ha precisato che sono tutt'ora in corso consultazioni per un adeguamento dell'accordo riguardante la libera circolazione sulla base della votazione del 9 di febbraio. La commissione europea non dispone di un mandato negoziale, a differenza della Svizzera, ha sottolineato Burkhalter.

Dai risultati dipenderà anche il futuro di un eventuale accordo istituzionale, ha aggiunto: i negoziati sono in corso. Quanto a un'eventuale intesa nel settore dell'elettricità e dei servizi finanziari, i contatti proseguono, anche se a un ritmo rallentato. Per l'Ue è importante trovare una soluzione in merito all'ALC e al quadro istituzionale, prima di concludere ulteriori accordi settoriali.

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