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CN: cooperazione internazionale, sì a strategia governo

Il consigliere federale Ignazio Cassis KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 15 giugno 2020 - 20:03
(Keystone-ATS)

In tempi di crisi è più che mai necessaria una forte cooperazione internazionale e un aiuto umanitario efficace e mirato.

È quanto ritiene il Consiglio nazionale che ha approvato oggi, con 139 voti a 53, la strategia proposta dal Governo per il periodo 2021-2024, che prevede un credito globale di 11,25 miliardi di franchi.

Il programma si muove in quattro direzioni principali: lotta al cambiamento climatico, alle cause delle migrazioni, creazione di impieghi decenti e sostegno allo Stato di diritto. La cooperazione sarà inoltre più mirata, in modo da accrescere ulteriormente l'efficacia dei suoi interventi.

Fin da subito, nel dibattito sono emersi due schieramenti contrapposti: da un lato il PS, i Verdi e i Verdi Liberali, che chiedevano un aumento dei contributi, proprio a causa della pandemia. Dall'altro un'alleanza borghese, la cui linea alla fine ha prevalso. L'UDC ha dal canto suo tentato invano di tagliare il pacchetto di un buon dieci per cento, chiamando anch'essa in causa la crisi e le sue conseguenze in Svizzera.

Nel corso del dibattito di entrata in materia, Franz Grüter (UDC/LU) ha sottolineato la necessità di aiutare prima di tutto la popolazione elvetica. Gli ha fatto eco Roland Rino Büchel (UDC/SG), evocando i "debiti miliardari che lasceremo ai nostri figli" e criticando il sostegno a Paesi dove imperversa la corruzione.

La pandemia sta solo ampliando disuguaglianze che esistevano prima, ha replicato Fabian Molina (PS/ZH). La crisi attuale è un promemoria di quanto il mondo sia interconnesso, ha da parte affermato Sibel Arslan (Verdi/BS), aggiungendo che in un mondo globalizzato, la Svizzera deve prendersi le sue responsabilità.

Secondo Isabelle Chevalley (PVL/VD) "a causa della crisi dovremo aumentare gli aiuti" e non certo diminuirli. Se poi non vogliamo accogliere migranti, allora dobbiamo aiutare queste popolazioni a casa loro, ha aggiunto.

Per Elisabeth Schneider-Schneiter (PPD/BL) la nuova strategia di cooperazione va nella giusta direzione, aumentando la collaborazione con il settore privato. Diventerà più mirata, più trasparente e più efficace, ha aggiunto Anna Giacometti (PLR/GR), difendendo la linea del governo.

Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha da parte sua ricordato che il nuovo orientamento strategico è stato auspicato proprio nel corso della consultazione. La cooperazione bilaterale si concentrerà maggiormente sull'Africa e l'Asia, mentre i Paesi prioritari scenderanno da 46 a 35, ha ricordato.

La commissione preparatoria aveva raccomandato 241 milioni supplementari per aumentare gradualmente il tasso di aiuto pubblico e portarlo allo 0,5% del prodotto interno lordo (PIL) entro il 2024. Con 103 voti favorevoli e 89 contrari, la Camera ha però respinto la proposta.

Con 100 voti a 88, il Nazionale ha invece sostenuto una proposta del PLR in base alla quale il Consiglio federale deve tenere conto della situazione economica per fissare i contributi annuali. In caso di recessione, questi saranno ridotti, ma aumentati in caso di ripresa economica.

Sinistra e Verdi liberali hanno tentato di far passare un graduale aumento degli aiuti a partire dal 2021 per raggiungere lo 0,7% del PIL nel 2024. Molti paesi hanno già raggiunto questa soglia senza lamentarsi, ha rilevato Molina. Dobbiamo assumerci la nostra responsabilità come paese ricco, gli ha fatto eco Roland Fischer (PVL/LU). L'aumento proposto, che avrebbe portato l'importo totale dei finanziamenti a 15,41 miliardi, è stato respinto con 89 voti a 83 e 21 astensioni.

Il dossier va agli Stati.

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