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Al momento non c'è nessun segnale o dichiarazione che metta in dubbio il sostegno da parte dell'Italia a Expo 2015. È quanto afferma il Consiglio federale rispondendo a una domanda del consigliere nazionale Pierre Rusconi (UDC/TI).

Rusconi sosteneva che la priorità del nuovo governo "non sarà in ogni caso" data all'esposizione universale di Milano.

Rusconi chiedeva anche al governo quale posizione intendesse prendere per tutelarsi da sorprese negative. Nella sua risposta, l'esecutivo spiega che, in caso di annullamento della manifestazione, i vari partner, sponsor e fornitori verrebbero immediatamente informati per iscritto e le parti potranno considerarsi libere dai loro obblighi contrattuali.

La Confederazione, precisa ancora il governo, conclude infatti con gli sponsor e i fornitori contratti che prevedono un pagamento scaglionato e una clausola che permette di modificare o annullare un progetto in caso di cancellazione o modifica sostanziale di Expo 2015.

Il Consiglio federale tiene però a precisare che, secondo la valutazione attuale, Expo di Milano si terrà come previsto nel 2015. Fino ad ora, il credito stanziato nel 2008 a favore dell'esposizione - 1,5 miliardi di euro - è sempre stato sostenuto dalle varie coalizioni di centro-destra e centro-sinistra e non è mai stato oggetto di tagli.

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SDA-ATS