Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

I mancati guadagni per il commercio svizzero a causa del turismo degli acquisti e delle spese online preoccupano i parlamentari.

Il Consiglio nazionale ha chiesto oggi al governo di fare il punto della situazione sulle misure previste per contrastare gli effetti del franco forte sull'IVA.

La Camera del popolo ha accolto - con 119 voti contro 58 e 2 astenuti - un postulato in tal senso della sua Commissione delle finanze, nonostante l'opposizione di buona parte dell'UDC.

Secondo il democentrista Sebastian Frehner (BS), il vero problema consiste nei prezzi sopravvalutati imposti dagli importatori ai consumatori e alle piccole e medie imprese (PMI) in Svizzera.

A suo avviso, occorrerebbe liberalizzare gli scambi, anziché prevedere misure amministrative alla frontiera, che necessiterebbero l'impiego di nuovi doganieri. Ma tale argomento non ha convinto la maggioranza del plenum.

A causa delle differenze di prezzo provocate dal franco forte, i consumatori svizzeri spendono miliardi dall'altro lato della frontiera. Il fenomeno tende ad accentuarsi a scapito dei negozi e degli impieghi in Svizzera.

Il volume del turismo degli acquisti è passato da 5 a 12 miliardi di franchi in cinque anni, ha sottolineato Hans-Ulrich Bigler (PLR/ZH) a nome della commissione. L'estensione del commercio online non ha fatto altro che amplificare il problema.

Il rapporto richiesto dal Nazionale dovrà studiare i dati consolidati degli introiti dell'IVA persi a causa del turismo degli acquisti, ma anche quelli ottenuti grazie ai guadagni del cambio, non ridistribuiti e realizzati sulle merci importate.

Il Consiglio federale dovrà inoltre analizzare la questione dell'IVA che gli Svizzeri possono farsi rimborsare all'estero sui prodotti che sono stati acquistati. Se le spese non oltrepassano i 300 franchi al giorno per persona, i consumatori non devono pagare l'IVA elvetica.

Il Consiglio federale è pronto a fare il punto della situazione. Stando al ministro delle finanze Ueli Maurer, a preoccupare è però soprattutto lo sviluppo del commercio online.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS