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BERNA - Il fatto che nel Ticino sia aumentato nel 2009 il numero di frontalieri mentre cresceva la disoccupazione, non significa che i primi occupino gli impieghi lasciati liberi dai secondi. Lo ha dichiarato oggi alla Camera del Popolo la consigliera federale Doris Leuthard, rispondendo a una domanda di Meinrado Robbiani (PPD/TI), secondo cui in certi rami si sarebbe di fronte a un problema di sostituzione.
Per la ministra dell'economia, certi fenomeni osservati in Ticino dipendono anche dalla particolare struttura economica della regione. Per rispondere alla domanda sarebbero necessari studi più approfonditi. In ogni caso, ha sottolineato la presidente della Confederazione, si è notato che "laddove vi sono molti lavoratori stranieri, la ricerca di un nuovo impiego dura di più".
In generale, i frontalieri sono un elemento di stimolo per l'economia. Nelle regioni di frontiera, ha aggiunto la ministra, "la disoccupazione non è cresciuta più velocemente che nelle altre regioni della Confederazione".
In una seconda presa di posizione sui rapporti con l'Italia, Leuthard ha risposto al ticinese di essere informata che le imprese svizzere devono ottenere - dal 31 maggio scorso - da Roma un'autorizzazione preventiva per poter partecipare agli appalti pubblici.
Il Dipartimento dell'economia, ha spiegato la consigliera federale, sta esaminando se simili misure siano più coercitive per le aziende elvetiche rispetto a quelle applicate a società di altri Paesi, "e se i principi di non discriminazione e reciprocità presenti negli accordi sulla libera circolazione tra Svizzera e Ue vengano rispettati". "Siamo in contatto con la Commissione europea e con l'Italia", ha assicurato la Leuthard.

SDA-ATS