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Il commercio di prodotti derivati dovrebbe essere maggiormente regolamentato.

Dopo aver scartato durante il lungo dibattito parecchie obiezioni dell'UDC, il Consiglio nazionale ha approvato oggi - con 140 voti contro 46 e 11 astenuti - la nuova Legge sull'infrastruttura finanziaria (LInFi).

Le discussioni, sospese ieri sera, si sono concluse stamane prima delle votazioni finali. Il dossier passa ora agli Stati.

La crisi finanziaria ha evidenziato che la mancanza di trasparenza e l'insufficiente garanzia sui mercati dei derivati negoziati fuori borsa possono minacciare la stabilità di tutto il sistema finanziario. Lo scopo della LInfi è quindi di adeguare le norme all'evoluzione del mercato e alle direttive internazionali.

Unione europea

Il progetto governativo si ispira alla legislazione dell'Unione europea, da cui riprende tre obblighi cardine: le operazioni devono essere compensate per il tramite di una controparte centrale, devono essere notificate a un repertorio di dati sulle negoziazioni e i rischi devono essere ridotti.

L'UDC ha tentanto invano di diminuire il campo d'azione della controparte previsto dal Consiglio federale, ma la maggioranza vi si è opposta. Il Nazionale non ha voluto neppure escludere le società madri di un gruppo, il collocamento collettivo di capitali e le istituzioni di previdenza dalla lista delle controparti finanziarie guidate da banche, commercianti e assicuratori.

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SDA-ATS