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I dibattiti del Consiglio nazionale continueranno a cominciare alle 08.00. La Camera del popolo ha infatti bocciato, con 92 voti contro 73 e 9 astenuti, una proposta del suo Ufficio di spostare di un quarto d'ora (08:15) l'orario di inizio.

Quest'ultimo trae origine da una iniziativa parlamentare dell'ex deputata Maria Bernasconi (PS/GE).

Per compensare i 150 minuti persi per sessione, l'Ufficio proponeva di anticipare alle 14.15 (invece delle 14.30) l'inizio dei dibattiti il lunedì pomeriggio e di cominciare le sedute pomeridiane alle 14.30 (oggi: 15.00), ha spiegato Edith Graf-Litscher (PS/TG) a nome dell'Ufficio del Nazionale. Lo scopo della proposta era di meglio conciliare mandato parlamentare e vita famigliare, nonché armonizzare gli orari di inizio con il Consiglio degli Stati (dal 2008 la Camera dei cantoni incomincia i propri lavori alle 08.15).

La maggioranza borghese ha però bocciato la proposta temendo un aumento del numero di parlamentari che rientra al proprio domicilio pur ricevendo un indennità giornaliera di 180 franchi per il pernottamento nella capitale. "Iniziare alle otto non è poi così presto", ha sostenuto Roland Rino Büchel (UDC/SG) suggerendo a coloro che fanno fatica ad alzarsi di bere un buon bicchiere di latte.

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SDA-ATS