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L'eventuale abolizione della tassa di bollo sull'emissione di capitale proprio può attendere: il Consiglio nazionale ha deciso oggi di rinviare l'oggetto in commissione per approfondimenti e per non "caricare" eccessivamente la Riforma III (RIE III) delle imprese.

Quest'ultima è stata infine approvata dal plenum per 138 voti a 52 al termine di un dibattito di 9 ore. Stando al progetto uscito dalle deliberazioni, la revisione dell'imposizione delle imprese - diventata ineludibile in vista dell'abolizione degli statuti fiscali speciali concessi da alcuni cantoni e holding e società miste estere - potrebbe determinare fino a 1,5 miliardi di franchi di minori entrate solo per l'erario federale.

In merito alla tassa di emissione sul capitale proprio, il Consiglio degli Stati aveva deciso di non abolirla quando in dicembre aveva affrontato quale prima Camera il progetto. La commissione preparatoria del Nazionale proponeva invece di affrontare l'argomento, scindendolo tuttavia dalla RIE III. Una decisione in cui la sinistra ha intravisto un tentativo della destra volto ad aumentare le possibilità di riuscita della riforma in caso di referendum.

Accuse respinte al mittente dalla destra, secondo cui si tratta semplicemente di permettere alla RIE III di entrare in vigore in tempi brevi.

Oggi il plenum, viste anche le resistenze nel campo "borghese", ha quindi preferito entrare nel merito del progetto per rinviarlo poi, come chiedeva Leo Müller (PPD/LU), in commissione affinché quest'ultima affronti questo particolare tema nell'ambito di un'abolizione globale di tutte le tasse di bollo. Prima del voto sul rinvio, il plenum ha bocciato una proposta di Louis Schelbert (Verdi/LU) di non separare la RIE III in due progetti di legge.

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SDA-ATS