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L'acquisto di 22 caccia Gripen ("Grifone") rappresenta la migliore soluzione per la Svizzera, sia a livello strategico che finanziario. È quanto pensa la maggioranza del Consiglio nazionale che oggi ha approvato, con 113 voti contro 68 e 6 astensioni, la transazione con l'azienda svedese Saab inclusa nel programma di armamento 2012.

Gli affari di compensazione dovrebbero raggiungere i 300 milioni di franchi entro l'anno prossimo. Di questa manna, il 5% è riservato ad aziende operanti in Ticino.

La Camera ha anche accettato - 114 voti a 70 (4) - di liberare i 3,126 miliardi di franchi per l'acquisizione degli aviogetti. Gli Stati, in marzo, avevano dato il benestare all'operazione, ma non avevano sciolto il freno alla spesa.

Prima del voto finale su questo dossier, la Camera ha respinto (119 voti a 70 e 5 astensioni) la proposta di non entrata in materia difesa da socialisti, Verdi e Verdi-Liberali.

Bocciate anche due proposte di minoranza. La prima (respinta per 116 a 72 e 6 astenuti) domandava il rinvio del dossier al Consiglio federale affinché studiasse offerte alternative. Un'altra minoranza (bocciata per 118 voti a 75 e un'astensione) voleva invece che il Governo sviluppasse una strategia per le forze aeree sulla base di un'analisi preliminare della situazione strategica.

Lo scorso 3 luglio, l'azienda Saab ha comunicato di aver incominciato il montaggio del velivolo di prova 39-8, che è la prima versione completa del Gripen E, il modello scelto dal Consiglio federale. La fornitura dei primi aviogetti all'esercito svizzero è prevista per il 2018.

Il voto popolare appare fin d'ora scontato. L'acquisto dei Gripen passa infatti tramite un fondo finanziato, sottoposto a referendum, con l'immissione di circa 300 milioni di franchi all'anno per dieci anni nel budget dell'esercito. La sinistra, compresi i Verdi Liberali, hanno già annunciato di voler chiamare il popolo alle urne.

In un recentissimo sondaggio pubblicato dal SonntagsBlick, risulta che il 63% degli svizzeri è contrario all'acquisto dei caccia e il 60% si oppone a qualsiasi acquisizione di nuovi velivoli da combattimento.

Il sondaggio pubblicato è stato realizzato dall'istituto Isopublic su un campione giudicato rappresentativo di 1000 persone residenti nella Svizzera tedesca e in Romandia. Il 31% degli interrogati si è espresso a favore dell'acquisto per oltre tre miliardi di franchi, dell'aereo svedese e il 40% a favore di un nuovo velivolo militare.

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SDA-ATS