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Vietare il viaggio all'estero per i richiedenti asilo ammessi provvisoriamente in Svizzera. È quanto chiedono due mozioni della destra accolte oggi dal Consiglio nazionale, contro il parere del governo. Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi.

Le persone protette non dovrebbero più ritornare nel loro Paese d'origine. Sembra tuttavia che questi viaggi in patria non siano rari, in particolare per quanto riguarda gli Eritrei, ha sottolineato Kurt Fluri (PLR/SO). A suo avviso, occorre un divieto generale di viaggiare nei confronti di questi richiedenti asilo con le dovute eccezioni, e non viceversa.

A sua volta, Sylvia Flückiger (UDC/AG) ha dichiarato che "numerosi abusi devono essere combattuti, affinché una persona la cui vita è davvero minacciata non si rechi a una festa di famiglia nel suo Paese". Secondo la consigliera federale Simonetta Sommaruga, nessuno vuole abusi nel settore dell'asilo e molto è stato fatto per contrastare questo fenomeno. La ministra di giustizia e polizia ha invitato i parlamentari a segnalare ogni caso al servizio speciale della Segreteria di Stato della migrazione (SEM).

Dall'inizio del 2016, nessun richiedente asilo ha presentato al SEM richieste di viaggio nel suo Paese d'origine. Quelli che chiedono di ritornarvi vedono le loro domande respinte. A un richiedente che ritornasse in Patria senza autorizzazione verrebbe ritirato lo statuto di rifugiato.

Dal canto loro, le persone ammesse a titolo provvisorio, contro cui è stato pronunciato un rinvio che non ha potuto essere eseguito, sono autorizzate a rientrare in Patria soltanto in casi rari, come una grave malattia o il decesso di un famigliare, ha spiegato invano Sommaruga. La mozione del PLR è stata accettata con 123 voti contro 65 e 3 astenuti, quella dell'UDC con 119 voti contro 67 e 5 astenuti.

Una terza mozione, presentata dal presidente del PPD svizzero Gerhard Pfister (ZG) è stata pure accolta contro il parere della consigliera federale Simonetta Sommaruga. Quest'ultima ha tentato invano di convincere il plenum che le sue esigenze, ossia "vietare in generale alle persone ammesse provvisoriamente di recarsi nel Paese d'origine, analogamente a quanto previsto per i rifugiati riconosciuti", sono già state soddisfatte. Ma la maggioranza di destra non l'ha seguita e ha accolto il testo con 128 voti contro 62.

SDA-ATS

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