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CN: primo "sì" alla nuova legge sul CO2

Roger Nordmann KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 giugno 2020 - 14:49
(Keystone-ATS)

La Svizzera deve impegnarsi in modo più incisivo per lottare contro il cambiamento climatico. Ne è convinto il Consiglio nazionale che ha iniziato oggi le discussioni sulla nuova legge sul CO2 .

Lo scopo è di raggiungere gli obiettivi stabiliti nell'Accordo di Parigi sul clima, ossia di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 50% entro il 2030 (rispetto al 2006). Le discussioni continueranno domani.

Il riscaldamento ambientale è uno dei problemi più gravi per l'umanità, ha spiegato durante il dibattito d'entrata in materia (poi approvata con con 140 voti contro 51 e 4 astenuti) il relatore commissionale Roger Nordmann (PS/VD). I rapidi cambiamenti del clima modificheranno profondamente anche la Svizzera: si può pensare ad esempio all'agricoltura, al turismo alpino, ai boschi e alle ondate di canicola in città, ha sostenuto il vodese.

Vero, ha risposto l'UDC, ma una politica climatica degna di questo nome può dare frutti solo se tutti i Paesi, in particolare i maggiori inquinatori, partecipano alla lotta. Orbene, gli Stati Uniti con i suoi 5 miliardi di tonnellate di CO2 hanno annunciato il loro ritiro dagli Accordi di Parigi, ha affermato Pierre-André Page (UDC/FR). Insomma, la Svizzera non può influenzare da sola il clima globale, può al massimo contribuire al suo miglioramento e lo sta già facendo, ha sostenuto il friburghese.

"Non si può rinunciare al nostro contributo alla soluzione del problema, nell'attesa e anche nella speranza che altri Paesi, soprattutto quelli più grandi e più rilevanti dal punto di vista climatico, risolvano il problema per noi", ha replicato Nicolo Paganini (PPD/SG). Un simile atteggiamento è inaccettabile per la Svizzera in quanto Stato altamente sviluppato con una grande impronta ecologica pro capite, ha sostenuto il sangallese.

"È nostro dovere e nostra responsabilità salvaguardare le risorse naturali per le generazioni future, lo status quo non è un'opzione", ha affermato Jacques Bourgeois (PLR/FR). Per il liberale-radicale bisogna puntare innanzitutto sulla responsabilità individuale. In secondo luogo sulle misure basate sul principio "chi inquina paga", con una ridistribuzione alla popolazione e alle imprese della maggior parte delle imposte riscosse.

Il Nazionale si è anche occupato delle emissioni di gas effetto serra degli edifici, che andranno drasticamente ridotte. Dal 2023, non dovranno superare il valore limite di 20 kg di CO2 per metro quadrato in caso di sostituzione di un impianto di riscaldamento. Tale valore sarà ridotto ogni 5 anni di 5 chilogrammi. A differenza degli Stati, la Camera del popolo ha voluto concedere un periodo transitorio di tre anni ai Cantoni che hanno attuato le disposizioni del cosiddetto Modello di prescrizioni energetiche del 2014.

Il dibattito è poi stato interrotto alle 13.00. Riprenderà domani.

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