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La Svizzera sta verificando se l'agenzia americana per la sicurezza nazionale (NSA), responsabile di diverse intercettazioni a livello mondiale, abbia avuto o meno accesso a dati bancari elvetici online. Il Consiglio federale ha risposto oggi a domande sollevate da diversi consiglieri nazionali di sinistra sul tema.

Il governo si informerà anche presso altri Stati coinvolti dalle intercettazioni statunitensi per capire se i diritti della persona di cittadini svizzeri siano stati violati durante l'accesso a Internet.

A inizio settembre, la Svizzera ha invitato insieme alla Germania, al Liechtenstein, all'Austria e all'Ungheria, una lettera all'alto commissariato dell'Onu per i diritti umani. Altre azioni volte ad assicurare la protezione della sfera privata sono previste, anche davanti al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.

La revisione della Legge sulla protezione dei dati dovrebbe inoltre permettere di risolvere alcuni problemi. Il governo verificherà se l'Incaricato federale dispone di sufficienti mezzi e se il diritto attualmente in vigore è adeguato.

Non se ne parla invece di interrompere la collaborazione con l'NSA che, secondo il Consiglio federale, è interessante per entrambe le parti in materia di lotta al terrorismo e non proliferazione di armi. Non esistono comunque scambi automatici di informazioni con l'agenzia statunitense. La comunicazione avviene nel quadro delle leggi esistenti.

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SDA-ATS