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BERNA - Nel corso di una sessione straordinaria, per iniziativa dell'UDC il Consiglio nazionale ha nuovamente affrontato oggi la problematica degli stranieri. Nei numerosi interventi parlamentari si è spaziato dalla libera circolazione, all'integrazione, ai sans-papiers, alla naturalizzazione.
I partiti hanno illustrato le rispettive ricette per un'ora e mezzo. L'UDC si è espressa in termini critici: "Abbiamo raggiunto il livello di guardia", ha sottolineato il neocastellano Yvan Perrin. Egli ha elencato i "mali" provocati - secondo l'UDC - dai flussi migratori: disoccupazione, criminalità, crisi dell'alloggio, ingorghi nel traffico, minaccia di penuria di elettricità.
I suoi colleghi Hans Fehr (ZH) e Yves Nidegger (GE) se la sono nuovamente presa con l'Unione europea, con nel mirino l'accordo di Schengen e la libera circolazione delle persone. Essi hanno sottolineato la necessità di disdire e rinegoziare questo capitolo dei negoziati bilaterali. Dal canto suo, Sylvia Flückiger (AG) vorrebbe reintrodurre i contingenti.
Lo schieramento borghese ha pure dato prova di fermezza nel campo della lotta contro gli abusi in materia d'integrazione. Gerhard Pfister (PPD/ZG) ha invitato i cantoni ad applicare meglio il quadro legale esistente.
Il PLR ha nuovamente difeso l'elaborazione di una legge quadro sull'integrazione. Insistendo sul rispetto delle regole internazionali, Isabelle Moret (PLR/VD) ha difeso un'accelerazione delle procedure d'asilo e la conclusione di accordi di riammissione, in particolare con i paesi africani.

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SDA-ATS