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Il Consiglio nazionale, anche se con un solo voto di scarto (97 a 96 e un astenuto), non ne vuole sapere di una moratoria definitiva riguardante l'apertura di nuovi studi medici.

Quella attualmente in vigore scade a fine giugno 2016. I voti di PLR e UDC sono stati decisivi.

Tra i ticinesi, il voto ha seguito le raccomandazioni dei partiti. Hanno respinto la moratoria definitiva Lorenzo Quadri (Lega), Roberta Pantani (Lega), Ignazio Cassis (PLR), Giovanni Merlini (PLR) e Marco Chiesa (UDC). Favorevoli Fabio Regazzi (PPD), Marco Romano (PPD) e Marina Carobbio Guscetti (PS).

Il voto odierno, per quanto risicato, non rappresenta una vera sorpresa, visto il rafforzamento di questi due partiti alle recenti elezioni federali.

Già nel settembre scorso, queste due formazioni si erano battute in Parlamento per la non entrata nel merito, giudicando questa riforma - alla quale i cantoni sono liberi di aderire o meno - non opportuna.

Meglio sarebbe, a loro parere, puntare sulla fine dell'obbligo contrattuale, ossia l'obbligo per le casse malattia di rimborsare le prestazioni di tutti i medici riconosciuti.

Durante questa sessione, le Camere hanno eliminato le ultime divergenze prolungando senza limiti di tempo la moratoria per le nuove ammissioni. Tale desiderio ha subito oggi un brusco stop.

La moratoria è già stata applicata tra il 2002 e il 2011. Reintrodotta nel 2013, è limitata al 30 giugno del 2016. Attualmente vi ricorrono 18 cantoni.

Questo strumento permette al Consiglio federale di regolare l'offerta di prestazioni, in particolare l'afflusso di medici stranieri. Nel 2012, al termine della moratoria, il numero di nuovi praticanti era esploso, in particolare in Ticino.

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SDA-ATS