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Contro la sua volontà, il Consiglio federale rischia di dover intervenire per regolamentare il mercato lattiero. Il Nazionale ha infatti chiesto oggi al governo di disciplinare in un'ordinanza i contratti di acquisto del latte. Ha inoltre iscritto nella politica agricola 2014-17 il supplemento destinato ai produttori per il latte trasformato in formaggio.

Dopo l'abolizione dei contingenti, i circa 20'000 produttori svizzeri di latte soffrono la miseria, ha sottolineato Albert Rösti (UDC/BE), direttore della federazione che li riunisce. Oggi ricevono meno di 50 centesimi al litro, ossia il prezzo pagato nel 1967, ha rilevato il democentrista.

Ciò che stabilisce la legge per limitare la sovrapproduzione lattiera - ossia il contratto standard con prescrizioni minime di durata, quantità e prezzo - non basta, hanno rilevato diversi oratori.

"Il settore deve essere in grado di autoregolarsi", ha ribattuto invano il consigliere federale Johann Schneider-Ammann. Con 100 voti contro 76 la maggioranza del plenum non lo ha seguito e ha incaricato il governo di regolamentare in un'ordinanza sia i dettagli relativi ai contratti d'acquisto che le sanzioni in caso d'infrazione.

La Camera del popolo ha compiuto anche un altro gesto in favore dei produttori. Con 114 voti contro 63, ha deciso di mantenere il supplemento di 15 centesimi che viene versato loro per ogni chilo di latte trasformato in formaggio e quello di 3 centesimi per il foraggiamento senza insilati.

La nuova legge ha quale obiettivo anche di migliorare la qualità dei prodotti, in particolare attraverso l'introduzione di nuovi marchi. Il Consiglio federale potrà decretarne l'obbligatorietà. Una minoranza si è opposta senza successo a questa possibilità, ritenendo funzionali le attuali etichette del settore privato, come la gemma per i prodotti bio.

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SDA-ATS