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La vendita di bevande alcoliche la notte continua a dividere i due rami del parlamento. Affrontando la revisione della legge sull'alcool a livello di divergenze, il Consiglio nazionale ha detto no (123 a 52) a un divieto tra le 22.00 e le 06.00.

Il Consiglio degli stati si è invece espresso, per ben due volte, a favore di una limitazione appellandosi alla prevenzione.

Stando a Jean-François Rime (UDC/FR), il limite posto dalla Camera dei cantoni avrà effetti trascurabili sulla prevenzione del consumo di alcolici tra i minori. Un simile provvedimento, ha aggiunto, non farà che incoraggiare il turismo degli acquisti, un fenomeno che ha già assunto proporzioni importanti dopo l'abbandono del tasso di cambio minimo franco-euro.

Da sinistra, André Maire (PS/NE) ha difeso il divieto, misura sopportabile soprattutto in ragione della posta in gioco, ossia la salute dei giovani. A parere del consigliere nazionale socialista, si tratta di una delle poche misure efficaci a livello di prevenzione dal momento che il 70% dei ricavi registrati dai negozi aperti dopo le 22.00 è riconducibile alla vendita di bevande alcoliche. A Ginevra, dove è in vigore un provvedimento simile, i ricoveri notturni sono calati del 30%, ha dichiarato.

Markus Ritter (PPD/SG) ha ricordato le differenze esistenti tra città a campagna. A suo parere, un divieto non impedirà ai giovani di procurasi dell'alcool prima delle 22.00. L'impatto di una simile misura potrebbe quindi essere minimo. Inoltre, i cantoni hanno già la possibilità di ricorrere a simili misure se lo giudicano necessario.

Quei cantoni che hanno optato per questa soluzione hanno raccolto esperienza positive, ha spiegato dal canto suo la consigliera federale, aggiungendo che anche i direttori cantonali della sanità sono favorevoli a uno stop notturno.

Il parlamento si è già espresso contro il divieto degli "happy hours". "Per questo motivo è importante ridurre almeno la disponibilità di bevande alcoliche di notte", ha affermato la ministra delle finanze, invitando il plenum a salvare la sola reale misura di prevenzione contenuta nella legge. La maggioranza del Nazionale è rimasto tuttavia sorda a questa esortazione.

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SDA-ATS