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"Per la prima volta" gli inquirenti statunitensi hanno "trovato conferme" in alcune delle conversazioni descritte nel dossier stilato da un ex agente del Mi6, l'agenzia di spionaggio per l'estero della Gran Bretagna, su Donald Trump.

Lo afferma la Cnn, citando conferme avute da diversi funzionari dell'intelligence e della giustizia degli Usa.

Le "conferme non riguardano gli aspetti piccanti del rapporto, ma alcuni colloqui tra cittadini stranieri che effettivamente si sono svolti nei tempi e nei modi descritti nel rapporto". Questo ha dato agli 007 statunitensi e agli inquirenti "maggiore fiducia" nella credibilità del dossier.

Contattato per un commento dall'emittente Usa - la prima ad aver confermato l'esistenza del dossier - , il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha detto che "continuiamo a essere disgustati dalle fake news della Cnn".

Nessun commento invece dalla polizia federale statunitense (Fbi), dall'agenzia di spionaggio Cia, né dal Dipartimento di giustizia.

Alcune delle persone intercettate "sono note alla community dell'intelligence degli Usa per essere stati pesantemente impegnati nella raccolta di informazioni dannose per (la candidata democratica alla presidenza) Hillary Clinton e favorevoli a Trump".

Le fonti hanno sottolineato alla Cnn di non aver ancora elaborato alcun giudizio sull'ipotesi che il governo russo abbia informazioni compromettenti su Trump.

Il dossier sul neopresidente degli Usa è stato realizzato dall'ex agente del Mi6 britannico Cristopher Steele, a suo tempo operativo a Mosca. I contenuti sono altamente compromettenti per Trump: dai festini hard in un hotel di Mosca alle tangenti pagate per ingraziarsi le autorità russe in vista di possibili affari, fino ai contatti con l'intelligence di Mosca sull'hackeraggio dello staff di Hillary Clinton.

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SDA-ATS