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Il temibile "maggiolino" Popillia japonica.

(sda-ats)

Il coleottero giapponese, un piccolo maggiolino che distrugge molte piante, è stato localizzato per la prima volta in Svizzera nel giugno scorso in Ticino. Ora il centro di ricerca Agroscope riferisce di test promettenti per combatterlo con dei funghi indigeni.

Nel 2018, in collaborazione con l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), il canton Ticino e i colleghi piemontesi, i ricercatori di Agroscope proveranno se questo metodo sia veramente attuabile anche nella pratica, riferisce un comunicato odierno del centro di ricerca della Confederazione.

L'uso dei cosiddetti funghi entomopatogeni, che attaccano gli insetti, sarebbe una soluzione elegante per controllare biologicamente il coleottero giapponese (Popillia japonica), lungo circa un centimetro. Vi è però ancora molta strada da percorrere per applicare anche sul terreno i risultati positivi del primo tentativo in laboratorio, sottolineano gli specialisti di Agroscope Giselher Grabenweger e Franco Widmer. In particolare bisogna trovare il sistema per portare il fungo letale sugli insetti nei campi.

Per contrastare il coleottero giapponese scoperto nei pressi di Stabio, alla frontiera con l'Italia, Grabenweger e Widmer hanno utilizzato ceppi di funghi autoctoni usati per la lotta contro diversi parassiti.

Alcuni scarabei raccolti sul territorio italiano sono stati portati nella stazione di ricerca di Agroscope di Zurigo. In una cella speciale equipaggiata per organismi di quarantena, gli insetti sono poi stati contagiati. Nel giro di pochi giorni, quasi tutti i coleotteri giapponesi erano morti.

Dopo poco più di una settimana dagli insetti morti cresceva micelio che formava spore. In laboratorio, i ceppi micotici svizzeri non hanno avuto apparentemente nessuna difficoltà a usare l'insetto esotico come organismo ospite.

In Giappone, dove i nemici naturali della Popillia japonica tengono le sue popolazioni sotto controllo, il coleottero non è responsabile di gravi infestazioni. Ma in altri paesi dove è giunto infesta e distrugge tappeti erbosi, piante selvatiche, da frutto e ornamentali. E la sua diffusione si sta estendendo.

Circa cent'anni fa si è messo in viaggio per conquistare il mondo, lasciandosi però dietro i suoi nemici naturali. È stato individuato per la prima volta all'inizio del XX secolo negli Stati Uniti. Si pensa sia stato introdotto nel 1916 a Riverton (New Jersey) attraverso larve contenute in bulbi di piante di Iris. Negli anni seguenti, si è diffuso rapidamente negli Stati Uniti e nel Canada.

Come quelle dei suoi parenti svizzeri, le larve del maggiolino giapponese vivono nel suolo dove si nutrono di radici, in preferenza di graminacee e di altre erbe che crescono in prati umidi. Ma le larve sono state trovate anche in campi di mais e di soia.

Nella forma adulta, l'insetto è ancora meno selettivo nell'alimentazione: si ciba di circa 300 specie vegetali, tra cui alberi e piante ornamentali. Si alimenta anche di colture importanti per l'agricoltura tra cui mais, vite, fragole o pomodori. I coleotteri di Popillia japonica attaccano foglie, fiori e frutti, arrecando così danni ingenti, sottolinea Agroscope.

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SDA-ATS