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BOGOTÀ - Un'esplosione nel cuore della notte, a circa duemila metri di profondità. È quanto è successo oggi in una miniera di carbone della Colombia, dove 16 minatori sono morti e altri 72 sono dispersi: i soccorsi di queste ore si sono concentrati soprattutto su questi ultimi, anche se Bogotà ha reso noto che per tutti loro la speranza di uscire vivi è "quasi nulla".
A rimanere coinvolta nella grande deflagrazione avvenuta poco dopo la mezzanotte (ora locale) è stata la miniera 'San Fernando', nella località di Amagà, nella provincia di Antioquia. Fin da subito si è capita la gravità dell' incidente, provocato molto probabilmente dell'eccessiva concentrazione di gas, fatto confermato dalle rilevazioni dell'aria nei luoghi vicini alla tragedia.
Qualche ora dopo, è stato il governatore di Antioquia, Luis Ramos, a dire che le possibilità di trarre in salvo i minatori intrappolati erano "minime", fatto confermato anche dalla responsabile di Amagà per le emergenze nazionali, Luz Pulido, la quale ha d'altra parte rilevato che proprio la miniera 'San Fernando' è tra quelle tecnologicamente più moderne dell'intero bacino carbonifero della regione.
Anche se il bilancio sarà inevitabilmente molto pesante, i morti potevano essere di più, visto che durante la notte le squadre di soccorso accorse sul posto sono riuscite a trarre in salvo 90 dei 160 lavoratori che si trovavano nella miniera al momento della deflagrazione.

SDA-ATS