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Colombia: Medellin, museo a cielo aperto contro violenza

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 gennaio 2012 - 21:17
(Keystone-ATS)

Il quartiere 1 di Medellin, una delle zone con maggiore indici di violenza urbana della città colombiana, si è tappezzato di foto, su tetti e muri, nell'ambito del progetto artistico "Heroes sin fronteras" ("Eroi senza frontiere") contro la criminalità ed il reclutamento di bambini da parte delle malavita organizzata.

Nelle 21 foto scattate da Felipe Mesa, tema dei maxi-poster che hanno fatto della zona un museo a cielo aperto, sono ritratti i volti degli "eroi" del quartiere, uomini e donne che i 200 studenti della scuola Paolo Sesto hanno scelto come modelli di vita: gente comune, ma tutti promotori di "Pace e riconciliazione", così come si intitola il programma che ha promosso l'iniziativa.

Tra i protagonisti fotografati c'è Maria Oquendo, che ha allevato i suoi 14 figli cucendo come sarta, il parroco Federico Carrasqilla, per il suo impatto sui cuori degli abitanti, Jonathan Uribe, che guida la scuola gratuita di rap, e Olga Jaramillo, che a 83 anni tiene una copia della foto sopra il suo letto, dove è costretta a causa delle sue gambe malandate. Con le sue mani però ha contribuito a costruire il quartiere, quando le strade non esistevano e si era costretti a camminare in mezzo al pantano.

La foto di Jader Garcia invece è vicina alla stazione Popolare, sopra un negozio di moto. È un imprenditore che fornisce lavoro agli abitanti del quartiere e che appoggia padre Carrasquilla nel suo progetto di auto-costruzione di abitazioni dignitose.

Questi protagonisti ancora non sono abituati a vedersi rappresentati nelle gigantografie sparse per il quartiere. La vista dalle cabine della funicolare è spettacolare: è un omaggio alla forza di volontà, alla forza dei sentimenti, a questi piccoli eroi, dal cuore enorme, più grande dei loro ritratti.

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