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BOGOTA' (COLOMBIA) - La coalizione di destra che sostiene il presidente colombiano Alvaro Uribe ha vinto le elezioni politiche che si sono tenute ieri. Lo scrutinio non è stato accompagnato da particolari episodi di violenza, come nelle elezioni precedenti, ma gli osservatori dell'Organizzazione degli stati americani (Osa) hanno denunciato numerosi episodi di compravendita di voti.
Secondo i primi risultati parziali (quelli definitivi tardano ad arrivare) al Senato il Partito U di Uribe ha ottenuto 27 dei 102 seggi, il suo alleato Partito Conservatore 24 seggi e il Partito liberale di opposizione 18 seggi. La coalizione del presidente (che comprende anche il partito Cambio Radical e alcune formazioni minori) può contare ora su una maggioranza di 68 seggi. Alla Camera bassa il Partito U e il Partito Conservatore hanno avuto la maggioranza dei voti e la coalizione di centrodestra ha ottenuto 107 seggi su 166.
La relativa tranquillità nella quale si sono tenute le elezioni (quelle precedenti erano state segnate da bombe, omicidi e rapimenti) è un segno del successo della dura lotta condotta da Uribe contro la guerriglia comunista delle Farc e i narcotrafficanti, lotta sostenuta finanziariamente dagli USA. I colpi inferti ai gruppi armati hanno riportato una certa tranquillità nel paese e hanno fatto aumentare gli investimenti esteri dai due miliardi di dollari del 2002 (quando Uribe fu eletto) ai dieci miliardi previsti per il 2010.
Gli osservatori dell'Osa, l'Organizzazione degli stati americani, hanno denunciato tuttavia una serie di brogli nelle elezioni di ieri, alle quali hanno partecipato quasi 29 milioni di elettori. Enrique Correa, capo degli osservatori, ha detto di avere avuto "preoccupanti segnalazioni" di una estesa "compravendita di voti". La stessa denuncia è venuta da Pedro Santana, capo della Missione di osservazione colombiana (Moe), che ha parlato di "acquisto massiccio di suffragi finanziato dal narcotraffico" in alcune regioni del nord-ovest del paese, roccaforte dei paramilitari di destra.
Il risultato delle politiche di ieri condiziona ora gli scenari delle prossime elezioni presidenziali del 30 maggio (a doppio turno). Uribe avrebbe voluto presentarsi per un terzo mandato, cambiando la Costituzione (che lo vieta), ma la Corte costituzionale a febbraio lo ha bloccato. I risultati molto simili dei due partiti principali della destra potrebbero spingerli a presentare ciascuno un proprio candidato al primo turno, invece di cercare un candidato unico.
Il favorito del Partito U è l'ex ministro della Difesa Juan Manuel Santos. Nel partito conservatore la gara è fra Andreas Felipe Arias e Noemi Sanin, mentre German Vargas Lleras dell'altro alleato di Uribe Cambio Radical ha già cominciato a fare campagna per le presidenziali.

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SDA-ATS