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Griselda Blanco, la narcotrafficante colombiana che negli anni '80 era conosciuta come La Madrina o La Regina della Coca, è morta ieri in un quartiere popolare di Medellin, dove era tornata a vivere dopo aver scontato una pesante pena di carcere negli Stati Uniti, in un agguato del tutto simile alle numerose esecuzioni di rivali, clienti inaffidabili ed ex amanti che lei stessa ordinò quando era uno dei delinquenti più temuti di Miami.

Secondo i media locali Blanco, di 69 anni, si trovava all'interno di una macelleria locale quando due sicari, arrivati sul posto a bordo di una motocicletta, sono entrati nel locale commerciale e hanno aperto il fuoco. Ricoverata d'urgenza in un ospedale del quartiere Belén di Medellìn, è morta poco dopo il suo arrivo.

Nata a Cartagena de Indias, sulla costa caraibica della Colombia, ma trasferitasi con la famiglia a Medellìn quando era ancora una bambina, Griselda Blanco dimostro già da ragazza una spietatezza totale: il suo primo marito, Carlo Trujillo - che conobbe quando aveva tredici anni e con il quale ebbe tre figli - fu ucciso per suo ordine, quando La Madrina decise di passare dal traffico di immigranti illegali a quello, ben più proficuo, della cocaina.

Blanco fu una pioniera del traffico di cocaina negli Stati Uniti, prima dalla sua base nel Queens (New York) e poi da Miami, dove si trasferì alla fine degli anni 70. Tanto le famiglie di Cosa Nostra che controllavano il commercio di droga a New York come i mafiosi cubani con i quali ebbe a che fare in Florida dimostravano rispetto, e anzitutto timore, per l'allora Regina della Coca.

Il suo stile brutale e sanguinario di fare affari, infatti, fu secondo gli esperti una delle cause principali della cosiddetta "guerra dei cowboys della coca", che trasformò Miami nella capitale americana degli omicidi a inizio degli anni '80. Nel 1985 fu arrestata e successivamente condannata a oltre 10 anni di carcere per traffico di droga, ma la giustizia americana non riuscì mai a processarla per le decine di omicidi che le sono stati attribuiti.

Nel 2004 fu liberata e tornò in Colombia, dove viveva mantenendo un profilo basso, malgrado la sua storia sia stata il soggetto di un documentario del 2008, "Cocaine Cowboys 2, Hustlin' with the Godmother" e la figlia di Robert De Niro, Drena, stia producendo un film che ricostruirà la sua vicenda.

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SDA-ATS